Alex Zanotelli – 01 Agosto 2021

    In questa torrida estate, le temperature in Nordamerica hanno superato di 20 gradi le medie stagionali, toccando i 50 gradi nella British Columbia. In Siberia, vicino a Verchojansk le temperature hanno superato i 47 gradi, accelerando lo scioglimento del permafrost!

    Ma anche in Europa stiamo toccando temperature sopra i 40 gradi. In Sicilia si sono sfiorati i 45 gradi. Tutto questo per l’Europa significa scioglimento dei ghiacciai, sempre meno piogge normali e invece sempre più spaventose tempeste che fanno solo danni.

    È sempre più chiaro che la prima vittima del surriscaldamento è uno dei due beni comuni più preziosi che abbiamo: l’acqua. Un recente rapporto ONU prevede che, entro il 2050, ben cinque miliardi di persone vivranno in zone con carenza idrica.

    L’Italia è uno dei paesi più colpiti in Europa dal dissesto idrico e, se non facciamo nulla, il rischio è di perdere il 50 per cento dell’acqua totale. È per questo che gli occhi della finanza e delle multinazionali si stanno posando sull’oro blu, dato che non potranno più lucrare sul petrolio.

    La Finanza infatti negli USA ha già quotato in Borsa, a Wall Street, sorella acqua. E anche le multinazionali dell’acqua si stanno preparando all’assalto. E’ interessante notare che le due più potenti multinazionali dell’oro blu in Occidente, Veolia e Suez, si sono fuse in un unico colosso da 37 miliardi di fatturato.

    È chiaro che nei prossimi anni sarà l’oro blu l’oggetto del desiderio. Il popolo italiano aveva fiutato questo pericolo, e con il Referendum (2011) aveva deciso che l’acqua deve uscire dal mercato e che non si può fare profitto su questo bene comune così prezioso.

    Per questo abbiamo celebrato insieme il decimo anniversario del Referendum. In questi dieci anni ben otto governi si sono succeduti in questo paese e nessuno è stato capace di obbedire alla volontà popolare, come richiede la Costituzione. Il più grave dei tradimenti è venuto dai Cinque Stelle che avevano fatto della ripubblicizzazione dell’acqua la loro prima stella.

    Ora, purtroppo, con il governo Draghi, siamo nella bocca del ‘Drago’, cioè della finanza. Infatti con il PNRR, Draghi mette a disposizione oltre duecento miliardi di euro per rilanciare l’economia, ma solo 4.38 miliardi di euro sono destinati all’acqua, un po’ pochi! Ma sopratutto nel PNRR c’è una paurosa spinta verso la privatizzazione dell’acqua su larga scala.

    Il Piano vuole affidare il servizio idrico a gestori efficienti. Questo perché – secondo Draghi – “ il quadro nazionale è ancora caratterizzato da una gestione frammentata e inefficiente delle risorse idriche e da scarsa efficienza e capacità industriale dei soggetti attuatori nel settore idrico, soprattutto nel Mezzogiorno”.

    Questo ritornello dell’incapacità del Mezzogiorno di gestire bene l’acqua, ritorna spesso nel PNRR. Una cosa mi sembra chiara: il modello idrico per Draghi sono le multiutility del Nord: Acea, Iren, A2a e Hera.

    Infatti il Piano PNRR vuole “rafforzare il processo di industrializzazione del settore idrico, favorendo la costituzione di operatori integrati, pubblici o privati, con l’obiettivo di realizzare economie di scala”. Più chiaro di così! Si tratta quindi di un processo industriale, di una gestione affidata a grandi gruppi industriali.

    E’ il mercato che decide le regole, la gestione ‘in house’ è l’eccezione. Anzi il Piano chiede che “in caso di mancato ricorso al mercato per la gestione dei servizi idrici, le amministrazioni locali devono dare una motivazione anticipata e rafforzata della loro decisione”.

    In poche parole, tutto questo significa che i 4,38 miliardi verranno dati alle multiutilities del Nord perché gestiscano l’acqua del Sud. Non lo possiamo accettare!

    Per questo mi appello a tutti i comitati del centro-sud perché si mobilitino contro questa grave eventualità. Anche la grande vittoria, che abbiamo ottenuto a Napoli con la ripubblicizzazione dell’acqua, potrebbe essere messa in discussione da questo processo di gestione industriale.

    Per cui chiedo al Forum di aiutare i comitati del centro-sud a fare rete e a collegarsi per contestare questo piano diabolico. Per realizzare questo ritengo fondamentale ritrovarsi insieme l’11 settembre per decidere come reagire. Per realizzare questo chiedo aiuto anche al Forum. Sono sicuro che tutti insieme possiamo bloccare la privatizzazione dell’acqua al centro-sud.

    I comitati del Mezzogiorno hanno già ottenuto delle splendide vittorie:  ad Agrigento si è appena costituita l’azienda speciale consortile e anche Siracusa ha scelto la strada della ripubblicizzazione dell’acqua.

    Vorrei però ricordare ai comitati del centro-nord che questa politica di ‘industrializzazione del settore idrico’ del governo Draghi avrà effetti devastanti anche al Nord. Per questo chiedo al Forum, chiedo a tutti un altro sforzo per dire No a questo ennesimo attacco neoliberista all’acqua, la madre di tutta la vita su questo Pianeta.

    Non possiamo permetterci di privatizzare anche la Madre. “L’acqua non è una merce”, ci ha detto con forza Papa Francesco. È un impegno radicale il nostro perché vinca la Vita!