1. E’ utile/necessaria inutile/l’idea di una società alternativa? Gli “inconvenienti” che denunciamo sono inerenti all’imperfezione della natura umana, alla casualità, a errori di singoli e così via, o rivelano qualche caratteristica sistemica che va modificata per migliorare in maniera significativa la vita degli umani e degli altri abitatori di questo pianeta?

    L’idea di una società alternativa è utile è necessaria. Gli “inconvenienti” di cui si parla sono in parte inerenti alla natura umana. E questo è per me un dato certo. Detto questo è chiaro che alcuni sistemi rendono più facile o comodo cadere in errore, diciamo così. Per dirla In altre parole: considerando che nella natura umana sia c’è sia il buono che il cattivo, tutto sta nel trovare sistemi che rendono più conveniente tirare fuori quello che di buono c’è in ognuno di noi.

    1. E’ corretto a tuo parere aver individuato nel profitto il tratto caratteristico della società esistente? L’idea della cura è adeguata come alternativa a quella di profitto?

    Sì, ritengo che i termini siano adeguati. Ritengo anche che si debba essere chiari (e questo per non allontanare da noi delle persone in buona fede) nel dire che non siamo (almeno spero) contro un profitto derivante da un impegno giusto. Anche qui chiarisco il mio pensiero con un esempio: Giovanni e Giuseppe sono due olivicoltori, Giovanni ha 100 alberi di ulivo e guadagna quello che per lui è sufficiente. Giuseppe vuole avere la piscina a casa e decide di lavorare di più e quindi di coltivare 200 alberi di ulivo. Giuseppe lavorerà di più, avrà profitti maggiori e potrà togliersi le soddisfazioni che desidera. Non vedo nulla di sbagliato in questo e credo che vada chiarito a tutti.

    1. Ritieni giusto e condivisibile (non solo “legittimo”, che sarebbe ovvio) che i sostenitori dell’idea “Società della Cura” cerchino di farne un concreto progetto politico organizzandosi e promuovendo iniziative?

    Sì.

    1. Tu sei personalmente interessato al progetto “Convergenza dei movimenti per la Società della Cura”? A quali condizioni contenutistiche e organizzative?  

    Sono interessato ma non so quanto tempo potrei dedicare personalmente al progetto. Vorrei che, una volta stabiliti i limiti entro i quali il progetto si muove, esso sia il più inclusivo possibile.

    1. Considerazioni ulteriori, libere su questo questionario, sulla SdC e sul da farsi

    Penso che una delle prime cose a cui si potrebbe mettere mano trovando facilmente l’appoggio della maggior parte della popolazione è quella di una riforma fiscale che, mantenendo inalterata l’imposizione sui redditi medio bassi, vada ad aumentare progressivamente l’imposizione sui redditi più elevati (esempio da €100000 l’anno in su). Un maggiore afflusso di risorse alle casse dello Stato permetterebbe, anche mantenendo la stessa (in)efficienza di aumentare i servizi. Poi è chiaro che bisognerebbe lavorare anche su efficienza, sprechi, corruzioni e sul come i soldi sono usati. Comunque prenderne un po’ di più dai ricchi/ricchissimi male non farebbe.