Il 29 aprile 2021 ha avuto luogo l’assemblea nazionale del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, in occasione del decennale del referendum su acqua e nucleare.

    L’assemblea  ha visto un’ampia partecipazione e una buona discussione.
    Sono state decine le realtà presenti. Alcune hanno preso parte alla coalizione sociale promotrice della campagna referendaria, altre si sono costituite in questi anni e si sono attivate sul tema dei beni comuni e dei servizi pubblici locali.
    In totale oltre 150 persone hanno seguito il dibattito tramite la piattaforma Zoom e la pagina Fb @acquabenecomune.

    In generale è emersa una volontà diffusa di recuperare il patrimonio di temi che si sono imposti al centro del dibattito pubblico nel corso della campagna referendaria: la preminenza dei diritti di tutt* sui profitti di pochi, la tutela dei beni comuni, un nuovo modello di gestione pubblica, partecipativa e ambientalmente sostenibile, tariffe eque per tutti i cittadini, un modello che garantisca gli investimenti necessari e i diritti dei lavoratori fuori da qualsiasi logica di profitto.

    Questi temi vanno attualizzati alla luce delle contraddizioni rese evidenti dall’esplosione della pandemia. C’è inoltre la necessità di opporsi ad un forte rilancio delle privatizzazioni attuato mediante il PNRR. L’apertura ai grandi capitali del Recovery Plan, la quotazione in Borsa dell’acqua, la pressione per i grandi investimenti, l’assenza nella normativa europea del diritto universale all’acqua e della sua gestione pubblica costituiscono un attacco decisivo alla natura pubblica di bene comune dell’acqua.

    Diversi interventi hanno sottolineato come l’emergenza sanitaria e la gestione della crisi hanno molto a che fare con la democrazia e s’inseriscono nel progressivo svuotamento dei poteri delle istituzioni democratiche. Tutto ciò, purtroppo, è ampiamente confermato anche nella procedura seguita nell’elaborazione del PNRR per cui persino il Parlamento è stato esautorato dalla possibilità di incidere e decidere su interventi, investimenti e scelte che condizioneranno il futuro del nostro paese. Attraverso una vera e propria secretazione dei documenti all’opinione pubblica è stata completamente preclusa qualsiasi forma di partecipazione rendendo così impossibile lo sviluppo di un dibattito pubblico e democratico nel paese.
    Un vulnus democratico che tutt* hanno riconosciuto anche nel mancato rispetto della volontà popolare espressa con i referendum e nei vari tentativi messi in atto per cancellarne l’esito.

    In estrema sintesi si è convenuto sul fatto che le trasformazioni del mondo del lavoro, dei servizi, del welfare imposte dall’ideologia neoliberista e dalle politiche di austerità hanno dimostrato il loro fallimento, che la pandemia e la gestione della crisi minacciano fortemente il godimento di alcuni diritti fondamentali e che oggi il conflitto diventa anche tra il profitto e la vita, tra il capitale e il vivente.

    Alla luce di queste riflessioni è emersa un’ampia condivisione circa la necessità di organizzare una grande mobilitazione in occasione del decennale che si sviluppi tanto a livello locale quanto a livello nazionale secondo il seguente schema:

    • nei giorni precedenti al 12 e 13 giugno – organizzazione di iniziative e azioni diffuse sui territori caratterizzandole sul tema dell’acqua e dei referendum, nello specifico si sta verificando la possibilità di una collaborazione con i Fridays For Future per le iniziative del venerdì 11/6 e della fattibilità di una mobilitazione nei confronti del Parlamento;
    • sabato 12/6 organizzazione di una manifestazione nazionale a Roma nel pomeriggio caratterizzandolo con i temi emersi dalla straordinaria esperienza di partecipazione popolare che sono stati i referendum del 2011 e puntando sul valore paradigmatico rispetto all’alternativa di società;
    • domenica 13/6 organizzazione di un dibattito on line a carattere internazionale invitando a partecipare le realtà e i protagonisti dei processi di ripubblicizzazione.

    In conclusione si è condiviso di puntare a costruire una mobilitazione che possa essere percepita come la prima opportunità di scendere di nuovo in piazza e prendere parola collettivamente.

    L’assemblea ha costituito sicuramente un buon punto di partenza consegnando una responsabilità nella mani di quelle realtà che intendono adoperarsi per la buona riuscita della mobilitazione e il riconoscimento del movimento per l’acqua come uno dei punti di riferimento per la realizzazione di una connessione e convergenza sul tema dell’acqua e dei beni comuni.

    La proposta finale è stata quella di fissare una seconda assemblea per il 27 di maggio alle ore 18.00 in cui approfondire ulteriormente la discussione e affinare l’organizzazione pratica della mobilitazione.